Dipendenza affettiva

La dipendenza affettiva è una condizione di relazione affettiva disfunzionale

Che cosa è funzionale e sano in un rapporto di coppia?

Tutti noi abbiamo bisogno di sentirci amati e di sentirci importanti e in una sana misura siamo anche dipendenti dagli altri, questa è una condizione normale.
Anche nella fase dell’innamoramento nei primi mesi il partner è oggetto di pensieri costanti e viene ricercato il più spesso possibile, anche in questo caso siamo nella normalità della relazione. L’innamoramento col tempo viene meno e viene sostituito dall’amore basato sulla stima e il rispetto reciproco.
Essere completamente indipendenti non è neanche una condizione possibile.

Che cosa invece non è normale nel rapporto fra partner?

Non è normale che nella relazione affettiva ci sia un flusso unidirezionale di attenzioni e non un reciproco soddisfacimento di bisogni. Uno dei partner soddisfa solo ed esclusivamente i bisogni dell’altro, quindi mentre uno è impegnato a “dare attenzioni” l’altro si limita “solo a riceverle”.
Questo stato di assenza cronica di reciprocità crea in chi è costantemente impegnato a donare situazioni di estremo malessere, di forte ansia e un azzeramento dell’autostima e del valore di sé.

Quando si parla di dipendenti affettive nella grandissima maggioranza dei casi si parla di donne.

La dipendente affettiva arriva a mettere da parte tutti i suoi bisogni e interessi per soddisfare le esigenze e i bisogni del partner arrivando a esaurire tutte le sue risorse e energie nella speranza di rendere felice e soddisfare l’altro, ma è un lavoro snervante, frustrante e senza una fine.
Tutto gira intorno al partner e alla soddisfazione dei suoi bisogni: la dipendente affettiva da’ sempre senza ricevere nulla in cambio. Il sacrificio in cambio dell’amore dell’altro.
La dipendenza è talmente forte che non riescono a interrompere il legame nemmeno quando è a rischio la loro vita a causa di maltrattamenti.

Il pensiero che accomuna le dipendenti affettive è quello di potercela fare a salvare il compagno dalla sua infelicità e a colmare le sue carenze affettive. Devono farcela dove magari compagne di vita precedenti secondo loro hanno fallito il tentativo di salvataggio.
Ma è un pensiero così altamente disfunzionale che cercando di “salvare” il compagno si auto annientano, si auto distruggono.

“Lo renderò felice così mi amerà” è questa la convinzione che accomuna tutte le dipendenti affettive.

Entrambi gli attori di queste storie patologiche, ciascuno a modo suo, ha bisogno di un aiuto professionale per cambiare i propri comportamenti e le proprie credenze: chi dona sempre ha bisogno di un aiuto per migliorare il proprio livello di autostima e per imparare ad amare in modo sano, a capire che è meritevole di un amore incondizionato; chi riceve sempre ha bisogno di imparare che non è così che ci si rapporta agli altri in una relazione sana.

Analogie tra dipendenza affettiva e tossicodipendenze (Addiction)

La dipendenza affettiva e la tossicodipendenza hanno molte analogie. In entrambe le condizioni si sperimentano:

Intensa euforia quando si vede il partner simile all’euforia che caratterizza l’uso di una droga.

Craving ovvero un desiderio spasmodico e irrefrenabile per il partner o per la sostanza psicoattiva.

Tendenza a cercare il partner sempre più spesso che è molto simile al fenomeno della tolleranza un meccanismo che spinge chi fa uso di sostanza ad aumentare progressivamente le quantità di droga assunte abitualmente per ottenere l’effetto desiderato.

I sintomi di astinenza quando la relazione finisce sono simili a quelli che si riscontrano nella sindrome d’astinenza dei tossicodipendenti che, proprio come avviene nelle dipendenze portano alla ricaduta. Nella dipendenza affettiva ricadere significa cercare nuovamente il partner.

Come avviene per la sostanza anche nella dipendenza affettiva tutto finisce per ruotare attorno al partner. Gli interessi vengono sempre meno e le relazioni familiari vengono interrotte.

La qualità della condotta lavorativa decade perché la mente è assorbita e concentrata su un unico pensiero: il partner e i suoi bisogni nella dipendenza affettiva, sulla sostanza nella tossicodipendenza.

Le donne in dipendenza affettiva sono consapevoli che la relazione così come procede è tossica e le devasta ma proprio come i tossicodipendenti non riescono a fare a meno della relazione.

Uscire dalla dipendenza affettiva

Uscire dalla dipendenza affettiva e dai rapporti relazionali disfunzionali è possibile.

Riconoscere di aver bisogno di aiuto e chiederlo è il primo passo per uscire da una spirale di autodistruzione e da una vita fatta solo di sofferenza.

Intraprendere un percorso o chiedere una consulenza con una professionista esperta in materia può aiutare a prendere nuova consapevolezza sulle esperienze vissute.

L’obiettivo deve essere quello di uscire da relazioni altamente tossiche e degradanti per imparare a vivere relazioni sane e appaganti.

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